Il DDL sull’antisemitismo in Parlamento. Forte mobilitazione a Roma il 9 settembre
Il disegno di legge sull’antisemitismo, il cui iter legislativo è iniziato in Senato ed è stato approvato a marzo 2026, arriverà alla Camera dei deputati in prima lettura il 9 settembre. Con l’approvazione definitiva della definizione operativa dell’antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) e delle altre regole introdotte, la violazione sarà considerata reato punibile. Come in altri Paesi esporre una bandiera della Palestina e scandire uno slogan come “From the river to the sea” Palestine will be free» o parlare di Gaza e di Palestina nelle scuole, potranno essere considerati reati di antisemitismo.
Oltre 100 organizzazioni sociali e politiche si mobiliteranno a Roma, in piazza Capranica, il 9 settembre, in concomitanza con l’inizio della discussione per affermare che il diritto di critica è un diritto costituzionale, e tale deve essere considerato anche quando è rivolto a Israele, tanto più che ormai é ampiamente riconosciuto come stato genocidario. La critica non è assimilabile all’antisemitismo.
Nel consueto stile di questo Governo il terreno è stato abilmente preparato enfatizzando l’allarme per l’aumento degli episodi di antisemitismo basati esclusivamente sui dati del Centro di Documentazione Ebraica (CDEC) con l’obiettivo di oscurare la matrice fascista dell’antisemitismo riconducendolo al “diritto all’esistenza dello Stato di Israele” e alla questione di sicurezza e ordine pubblico per colpire i movimenti a favore della Palestina che antisemiti non sono, ma antisionisti si!
Ma non sarà una legge, ancorché ben congegnata, a oscurare la matrice fascista dell’antisemitismo consegnata alla storia dall’inchiesta di «Fanpage» nel 2024: Gioventù meloniana. L’antisemitismo e il razzismo di Gioventù nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. https://www.fanpage.it/backstair/story/gioventu-meloniana-inchiesta-su-giovani-di-fdi/.
L’antisemitismo è in casa di chi dice di volerlo combattere!
Ma se sul piano legislativo l’attuale governo ce la farà per la maggioranza di cui gode anche alla Camera, Maria Teresa Silvestrini, dottore di ricerca in Storia della società europea e molto altro, della quale riprendo alcune osservazioni nell’analisi che qui proponiamo, ritiene che la legge servirà piuttosto come intimidazione, perché il reato di antisemitismo potrà essere aggiunto in alcuni casi che serviranno di esempio, come già avvenuto per indagini su alcuni docenti, ispezioni nelle scuole, denunce e arresti di palestinesi e musulmani, come Mohammad Hannoun, Anan Yaheesh e Mohamed Shahin mentre, osserva: Sarà impossibile colpire tutti coloro che si stanno impegnando per denunciare il genocidio, non solo docenti, studentesse e studenti (i principali bersagli dei disegni di legge), ma sanitari, lavoratrici e lavoratori portuali, aeroportuali e ferroviari, artisti, scrittrici e scrittori, studiosi, giuristi, giornalisti, associazioni della società civile e centinaia, se non migliaia, di gruppi, collettivi, comitati di attivisti e di cittadine e cittadini” né tantomeno “si potrà censurare un intero mondo culturale e politico (libri, testi scientifici, ricerche, romanzi, riviste, inchieste, rapporti, convegni, incontri pubblici, opere artistiche, fotografie, film, video, siti, canzoni, performance, mostre su Gaza, sulla storia della Palestina, sul genocidio).
Queste azioni che abbiamo il dovere di continuare a mettere in campo saranno non solo espressione di solidarietà per i palestinesi ma l’antidoto per neutralizzare una legge che, per dirla come Anna Foa «…assume la valenza di una appoggio alla politica del governo israeliano […] vuol dire praticamente aderire in pieno senza remore alla politica del governo di Netanyahu, alla sua guerra contro tutti i palestinesi e al progetto di rendere la grande Israele priva di palestinesi […]”
NON MANCHIAMO in piazza Capranica il 9 settembre, dalle 13 in poi al presidio-maratona nazionale. Difendiamo la nostra libertà di opporci, sperando in un ravvedimento dei votanti che al Senato si sono così espressi: 105 voti favorevoli, la maggioranza e Italia viva – 24 contrari, il Movimento 5S e Alleanza Verdi e Sinistra – 21 astenuti, la parte del Partito Democratico che ha avuto libertà di votazione
In foto Paola Caridi a Piazza Capranica al presidio che ogni settimana organizza il gruppo “Libere Cittadine e Cittadini di Roma”




