Colpevole di Palestina! Ahmad Salem nelle maglie del Decreto Sicurezza

La sentenza di primo grado emessa dal giudice del Tribunale di Campobasso condanna Ahmad Salem, palestinese del campo di Beddawi in Libano, a 4 anni di reclusione, confermando tutto l’impianto accusatorio per il quale il Pubblico Ministero aveva chiesto 3 anni e 6 mesi.

Le opinabili modalità dell’arresto delle quali avevamo scritto lo scorso novembre non lasciavano presagire questo epilogo. Nell’intervista rilasciata all’uscita, l’avv. Flavio Rossi Albertini ribadisce, perentorio, che “non vi è alcun elemento indiziario che accrediti la tesi accusatoria” e che “la pena inflitta può solo spiegarsi con un atteggiamento islamofobico e profondamente razzista nei confronti del popolo palestinese i cui membri sono evidentemente ritenuti tutti terroristi, per cui un materiale del tutto innocuo viene giudicato materiale di istigazione al terrorismo”.  

Si attende ora di conoscere le motivazioni della sentenza in cui il giudice dovrà spiegare come le esternazioni e frustrazioni di un ragazzo impotente per quello che accade a Gaza, lo sfogo tradotto in un video sui social nel quale sprona il popolo alla resistenza, sacrosanto diritto riconosciuto dal diritto internazionale, possano averlo reso un terrorista per la giustizia italiana.  

Intanto si prepara l’appello, mentre si avvicina la data (26 aprile p.v.) della conversione in legge del Decreto Sicurezza che potrebbe addirittura essere convertito con modifica, in caso di accoglimento delle Camere della proposta di premio agli avvocati che ottengono la re-migrazione dei loro assistiti. Confidiamo in un’ampia opposizione parlamentare.       

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