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	<title>Gaza Archivi - Ulaia ArteSud ODV</title>
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	<title>Gaza Archivi - Ulaia ArteSud ODV</title>
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		<title>Senza confini l’azione della HRF nel perseguire gli autori dei crimini a Gaza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ulaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 14:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hind Rajab Foundation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si espande in tre continenti l’azione della Hind Rajab Foundation (HRF), la fondazione che dal gennaio 2025 persegue con azioni legali gli autori dei crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio a Gaza,&#46;&#46;&#46;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Si espande <strong>in tre continenti l’azione della Hind Rajab Foundation</strong> (HRF), la fondazione che <a href="https://www.ulaia.org/2025/01/09/the-hind-rajab-foundation-chiede-larresto-di-un-soldato-israeliano-in-vacanza-in-br" type="link" id="https://www.ulaia.org/2025/01/09/the-hind-rajab-foundation-chiede-larresto-di-un-soldato-israeliano-in-vacanza-in-br"><strong>dal gennaio 2025 </strong></a>persegue con azioni legali gli autori dei crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio a Gaza,<strong> proprio come ha fatto per anni il Simon Wiesenthal Center a caccia dei gerarchi nazisti responsabili dell’olocausto degli ebrei. </strong>  .  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Recentemente la Fondazione ha chiesto, in <strong>India,</strong> l&#8217;arresto immediato del riservista israeliano Eitan Gilboa attualmente presente nel Paese; in <strong>Polonia</strong> l&#8217;arresto di Jonathan Barkat accusato di crimini di guerra, e a <strong>New York</strong>, l’accertamento delle responsabilità degli ex comandanti di alto rango dell&#8217;aeronautica militare israeliana che avrebbero dovuto comparire a una conferenza del Jerusalem Post.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio che emerge dall’espansione del raggio di azione della HRF è chiaro: <strong>la responsabilità degli israeliani che hanno partecipato ai crimini a Gaza è senza confini</strong>. Man mano che sempre più giurisdizioni internazionali si impegnano e sempre più prove raggiungono pubblici ministeri e forze dell’ordine, <strong>lo spazio per la l’impunità degli autori continua a ridursi </strong>finché essi non avranno più <strong>nessun posto dove viaggiare </strong>senza sentirsi indesiderati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il crescente ricorso alla giurisdizione universale e ad altri meccanismi di responsabilità sta creando nuove vie per la giustizia laddove ostacoli politici si frappongono da tempo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>I dipendenti della Farnesina contro l&#8217;atteggiamento attendista del Ministro Tajani</title>
		<link>https://www.ulaia.org/2025/09/26/i-dipendenti-della-farnesina-contro-latteggiamento-attendista-del-ministro-tajani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ulaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 22:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dipendenti della Farnesina chiedono al ministro Tajani: &#8220;di non renderci complici nel massacro in atto. L&#8217;Italia non può più mantenere un atteggiamento attendista&#8221; . La lettera è già firmata da oltre 500 tra&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>I dipendenti della Farnesina chiedono al ministro Tajani:</strong><em><strong> </strong>&#8220;di non renderci complici nel massacro in atto. L&#8217;Italia non può più mantenere un atteggiamento attendista&#8221;</em> . La lettera è già firmata da oltre 500 tra funzionari e dipendenti, di ruolo e contrattisti, un numero destinato a crescere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Esprimono &#8220;<em>il profondo disagio etico e professionale che deriva dal dover assicurare, anche indirettamente, compiti e funzioni collegati ad attività cui partecipino autorità o entità israeliane direttamente coinvolte nello sterminio della popolazione civile palestinese. Tali adempimenti, appaiono in contrasto con i nostri principi e con gli obblighi di tutela del Diritto Internazionale Umanitario, rischiando di tradursi, di fatto, in una forma di concorso o avallo, e dunque di complicità, al massacro in corso. Per questo riteniamo necessario un indirizzo politico tale da consentire all&#8217;Amministrazione e ai suoi dipendenti di operare in piena coerenza con la Costituzione, con gli impegni internazionali assunti dallo Stato e con l&#8217;etica del servizio pubblico&#8221;</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Propongono che il Governo adotti con urgenza: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il sostegno alla sospensione dell&#8217;Accordo di associazione Ue-Israele</li>



<li>il riconoscimento dello Stato di Palestina in coerenza con le iniziative già avviate da altri Paesi europei</li>



<li>una diffida formale al Governo israeliano dall&#8217;intraprendere azioni offensive nei confronti degli equipaggi della Global Sumud Flotilla</li>



<li>il sostegno a sanzioni mirate contro esponenti governativi responsabili di crimini di guerra e crimini contro l&#8217;umanità</li>



<li>l&#8217;attivazione delle Istituzioni italiane a tutela della nostra connazionale Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati, recentemente colpita da sanzioni statunitensi</li>



<li>lo stop alle esportazioni, transito e intermediazione di materiali d&#8217;armamento e componentistica con destinazione Israele, pieno supporto all&#8217;operato della Corte Penale Internazionale, con specifico riferimento al mandato d&#8217;arresto emesso nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell&#8217;ex Ministro della difesa Yoav Gallant&#8221;.  </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Onorevole Ministro &#8211; proseguono i firmatari &#8211; pur riconoscendo le iniziative volte a portare sollievo alla popolazione di Gaza, come le evacuazioni messe in campo dall&#8217;Unità di Crisi e l&#8217;operazione Food for Gaza, la credibilità internazionale dell&#8217;Italia, l&#8217;effettività dei suoi obblighi giuridici e la coerenza della nostra azione esterna esigono una presa di posizione chiara e conseguente. L&#8217;inerzia, o la mera retorica slegata da atti concreti, ci espone al rischio di concorso rispetto a violazioni gravi del diritto internazionale umanitario e al genocidio in atto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Come dipendenti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e cittadini e cittadine della Repubblica italiana <strong>le chiediamo urgentemente di non renderci complici</strong>&#8220;, conclude la lettera.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Conferenza al Senato &#8220;Global Sumud Flotilla&#8221;- Resistenza per Gaza</title>
		<link>https://www.ulaia.org/2025/09/04/conferenza-al-senato-global-sumud-flotilla-resistenza-per-gaza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ulaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 17:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[5S]]></category>
		<category><![CDATA[FLOTILLA]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una breve sintesi a cura di ULAIA/Olga Ambrosanio della conferenza &#8220;Global Sumud Flotilla&#8221;del 3 settembre 2025 tenutasi al Senato su iniziativa della senatrice 5Stelle Alessandra Maiorino. La versione integrale a questo link La conferenza&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ulaia.org/2025/09/04/conferenza-al-senato-global-sumud-flotilla-resistenza-per-gaza/">Conferenza al Senato &#8220;Global Sumud Flotilla&#8221;- Resistenza per Gaza</a> proviene da <a href="https://www.ulaia.org">Ulaia ArteSud ODV</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una breve sintesi a cura di ULAIA/Olga Ambrosanio della conferenza <strong>&#8220;Global Sumud Flotilla&#8221;</strong>del 3 settembre 2025 tenutasi al Senato su <strong>iniziativa della senatrice 5Stelle Alessandra Maiorino. </strong>La versione integrale a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CiH1wU2UK8g">questo link</a> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La conferenza ha dato voce alla politica, all’attivismo, al giornalismo, ma anche alle religioni, oltre al collegamento con Toni Piccirillo da una delle barche della Flotilla </strong>(min. 50:17).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stefano Rebora dell’Associazione Music for Peace</strong> (min. 39:13) che a Genova ha raccolto 300 tonn di cibo in 5 giorni ci ha condotto in un ragionamento matematico molto semplice: il calcolo di quante possono essere state le persone che hanno fatto raggiungere una quantità simile. Sapendo che 1 tonnellata è 1.000 Kg e fissando una media di Kg a testa, il conto ci da dei numeri eccezionali di persone coinvolte. Ma, matematica a parte, il senso del suo intervento ha inteso esaltare il gesto partito dal basso, da buona parte delle 50.000 persone che abbiamo visto sfilare nelle vie di Genova. La conclusione: &#8220;<strong><em>Il pueblo unido</em></strong><em> <strong>Jamas sera vencido, </strong></em><strong>non è una canzone da fischiettare, ma un comportamento da attuare&#8221;.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un pizzico di ottimismo arriva dalla portavoce della Flotilla italiana<strong> Maria Elena Delia </strong>(min. 7:50) quando ricorda le due piccole imbarcazioni, la <em>Dignity</em> e la <em>Free Gaza</em> con 41 attivisti a bordo, che nell’agosto 2008 riuscirono a forzare il blocco e ad arrivare a Gaza consegnando gli aiuti alla popolazione. Allora Vittorio Arrigoni scrisse sul suo blog <strong>“La storia siamo noi!”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andare indietro al 2008, però, ci fa considerare che questa volta tutto è più grande, la tragedia, la sfida, e la Flotilla anche! E noi siamo tanti di più. <strong>Manifestazioni oceaniche nel mondo</strong>, <strong>la società civile si è saldata con i portuali </strong>&#8211; che hanno minacciato di non caricare più nemmeno uno spillo diretto verso Israele se perdono i contatti con le barche anche solo per 20 minuti &#8211; <strong>con gli studenti universitari </strong>che reclamano dai loro rettori segnali concreti per scindere i progetti di ricerca e collaborazione con Israele, i “dual use” tanto cari alle industrie delle armi e ai governi che impiegano soldi pubblici nello sviluppo di progetti dove l’uso civile aiuta a camuffare l’uso militare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Delia dice che “<strong>l’attivismo può fare molto, ma ha bisogno della politica” </strong>e quindi <strong>un grazie ai 5stelle, AVS e il PD</strong> &#8211; tutti presenti in sala e sulle barche con propri esponenti &#8211; per stanare il Governo dall’inerzia in cui si è barricato rispetto a questa iniziativa pacifica e alle azioni che veramente fermerebbero la mano del governo omicida. Già nel pomeriggio di ieri è stata presentata l’interrogazione parlamentare per inchiodare il Governo al suo dovere di protezione degli italiani imbarcati nella missione umanitaria. Sappiamo che le opposizioni, anche se unite, non hanno i numeri e dunque assume ancora più importanza la nostra presenza ai presidi per la Flotilla, oltre che per l’incolumità dei partecipanti, anche per dare forza alle opposizioni che stanno conducendo la partita nelle sedi istituzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conte </strong>(min. 55:45) ripete anche qui ciò che il suo partito ha chiesto ripetutamente nelle sedi istituzionali in Italia e in Europa, il totale embargo delle armi (giorni fa i portuali di Ravenna hanno bloccato un carico di componenti diretto a Israele), le sanzioni, la sospensione del Memorandum d’intesa Italia-Israele, il riconoscimento della Palestina che, &#8220;<em>anche se simbolico, in questo momento assume un alto valore morale&#8221;</em>, e ora la protezione diplomatica ai partecipanti alla Flotilla come ha già fatto la Spagna. Accusa la Meloni di essersi astenuta dall’approvare ben tre risoluzioni che avrebbero dato un chiaro segnale a Israele di essere su una strada sbagliata. Oltre alla pressione politica Conte annuncia l’esito positivo della votazione degli iscritti per devolvere il <strong>contributo di un milione di euro dal fondo dei versamenti dei parlamentari all’associazione Music for peace.</strong> La <strong>Boldrini (PD)</strong> ricorda l’impegno dell’associazionismo e di <strong>Assopace Palestina</strong> che ha organizzato la visita di diversi parlamentari a Rafah, chiede maggiore impegno per il boicottare, disinvestire, informarsi e contro-informarsi, e annuncia l’interrogazione parlamentare fatta perché sia garan<em>tita </em>la massima protezione alla luce delle minacciose dichiarazioni del ministro israeliano di trattare gli attivisti al pari dei terroristi (min. 31:32).  Non manca <strong>AVS</strong> con la battagliera <strong>Scuderi </strong>(min. 25:47) e in chiusura <strong>Stefania Ascari (5S), fondatrice del gruppo interparlamentare per la Palestina, </strong>oggetto di minacce nemmeno più tanto velate (ora 1:32). <strong> </strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La ritrovata voce dei giornalisti </strong>è affidata agli indipendenti (Barbara Schiavulli) e alla segretaria del sindacato unitario dei giornalisti italiani (FNSI) Alessandra Costante che sembra ricordare la presenza al loro interno di giornalisti di ogni credo politico quasi a giustificare le accuse che sono state rivolte alla categoria per il lungo silenzio, le omissioni e le parzialità su Gaza. <strong>Fabrizio Cassinelli,</strong> moderatore della conferenza (ora 1:06) parla di un <strong>debito verso i giornalisti di Gaza</strong> per averli sottovalutati, forse discriminati, e bolla le accuse che vengono loro rivolte di essere di parte (<em>come si fa a non esserlo sotto le bombe!)</em>, con con la provocazione “se loro sono di parte, allora facciano entrare i giornalisti occidentali!”.   </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine la presenza e le dichiarazioni dei <strong>relatori delle tre religioni </strong>ci fa comprendere quanto si stia unendo anche il mondo ecclesiastico, ma sarà <strong>Yassine Lafram, </strong>(ora 1:11) <strong>Presidente dell&#8217;UCOII &#8211; Unione delle Comunità Islamiche d&#8217;Italia </strong>che oggi  conta circa 3 milioni di fedeli, <strong>l’unico leader di una comunità religiosa </strong>a prendere parte anche fisicamente a questa missione. Nel suo intervento richiama Giorgio La Pira, convinto assertore che le città talvolta fanno quello che non fa la politica, <em>&#8220;perché se la raccolta cibo di Genova l’avesse indetta la politica, qualunque essa sia, forse non sarebbero arrivate 300 tonnellate&#8221;</em>. Notevole è la <strong>considerazione sulla strumentalizzazione della religione </strong>che ci regala nel suo intervento. Anch’essa cammina su due binari. <strong>Quella alla base dell’ideologia dell’Isis ha fatto insorgere tutti gli Stati, mentre le menzioni bibliche e messianiche del  primo Ministro israeliano, i suoi esponenti del governo e i coloni, lasciano indifferenti la maggior parte degli Stati.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parole forti sono arrivate anche <strong>dall’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice </strong>che senza mezzi termini, pur salvando la totalità dei cittadini di Israele e addossando tutta la responsabilità alla destra della politica israeliana, la incolpa di aver <em>“trasformato la reazione all’attentato del 7 ottobre in un progetto dichiarato di genocidio e di deportazione della popolazione palestinese, con il fine ultimo la fine di ogni possibilità dello Stato palestinese ”. </em>L’arcivescovo riconosce la Global Sumud Flottilla l’univa via umana e evangelica per contrastare la guerra in maniera non violenta, con l’interposizione tra i belligeranti. Infine <strong>attribuisce anche un altro merito</strong> <strong>alla Flotilla</strong>, quello di essere &#8220;<em><strong>segno di amicizia verso tutti i fratelli e le sorelle ebrei,</strong> <strong>contro il suicidio voluto dal loro governo e la volontà di rendere il futuro di Israele un deserto di odio e di violenza</strong>”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza della religione ebraica è stata rappresentata, invece, dalla <strong>Piperno, del Laboratorio ebraico antirazzista</strong>, che nel suo brevissimo intervento comunica la loro presenza alla manifestazione di Roma di domenica 7 settembre, ma  non profferisce parola contro la condotta del governo israeliano.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>ANDARE IN PIAZZA E&#8217; COME ESSERE ANCHE NOI SU QUELLE BARCHE</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>ANDARE IN PIAZZA VUOL DIRE DARE FORZA ALLE OPPOSIZIONI NELLE SEDI ISTITUZIONALI</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>ANDARE IN PIAZZA VUOL DIRE SALDARE LE VARIE REALTA&#8217; PACIFISTE DELLA SOCIETA&#8217; </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ulaia.org/2025/09/04/conferenza-al-senato-global-sumud-flotilla-resistenza-per-gaza/">Conferenza al Senato &#8220;Global Sumud Flotilla&#8221;- Resistenza per Gaza</a> proviene da <a href="https://www.ulaia.org">Ulaia ArteSud ODV</a>.</p>
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		<title>BDS chiama all’azione le aziende del settore dell’ospitalità e del turismo: NO ROOM for GENOCIDE </title>
		<link>https://www.ulaia.org/2025/08/26/bds-chiama-allazione-le-aziende-del-settore-dellospitalita-e-del-turismo-no-room-for-genocide/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ulaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 12:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[BDS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ di ieri la chiamata all&#8217;azione del Movimento Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni alle aziende del settore del turismo e dell’ospitalità, come si legge dettagliatamente al link del BDS “NO ROOM FOR GENOCIDE”. La campagna&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ulaia.org/2025/08/26/bds-chiama-allazione-le-aziende-del-settore-dellospitalita-e-del-turismo-no-room-for-genocide/">BDS chiama all’azione le aziende del settore dell’ospitalità e del turismo: NO ROOM for GENOCIDE </a> proviene da <a href="https://www.ulaia.org">Ulaia ArteSud ODV</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">E’ di ieri la chiamata all&#8217;azione del Movimento Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni alle aziende del settore del turismo e dell’ospitalità, come si legge dettagliatamente al link del BDS <a href="https://bdsitalia.org/index.php/la-campagna-bds/ultime-notizie-bds/2960-no-room.">“NO ROOM FOR GENOCIDE”.</a> La <strong>campagna internazionale si basa sulla complicità, non sull’identità </strong>ed è rivolta a chiunque, a prescindere dalla nazionalità, si renda complice di crimini di guerra. E&#8217; inevitabile, di fronte alla mattanza in atto a Gaza e all&#8217;inazione degli Stati, rivolgerla, in questo momento, ai criminali israeliani, primi responsabili dell&#8217;eccidio.   </p>



<p class="wp-block-paragraph">Già molti proprietari di piccole aziende del settore dell&#8217;ospitalità e di movimenti del turismo etico&nbsp;coraggiosamente hanno dichiarato che “<a href="https://socialtours.com/be-inspired/travel-diaries/our-efforts-we-are-pro-peace-2025-06-03" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i criminali di guerra non sono i benvenuti</a>”.e chiesto agli ospiti di firmare un&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/5/15/guest-house-in-japan-under-fire-for-asking-israeli-guests-about-war-crimes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">impegno di non coinvolgimento in crimini di guerra</a>. (significativo leggere quanto accade nella Regione Marche che abbiamo pubblicato tempo fa a <a href="https://www.ulaia.org/2025/06/04/militari-israeliani-scelgono-la-regione-marche-per-il-relax-dopo-la-partecipazione-al-genocidio-di-gaza/">questo link</a> ). </p>



<p class="wp-block-paragraph">La Campagna NO ROOM FOR GENOCIDE si prefigge di <strong>scoraggiare </strong>i presunti criminali di guerra israeliani dal prenotare o visitare strutture turistiche che si oppongono al genocidio perpetrato da Israele a Gaza, <strong>disincentivare </strong>l&#8217;offerta di prodotti o servizi ai presunti criminali di guerra israeliani, <strong>contestare </strong>la complicità di piattaforme turistiche come Booking, Airbnb ecc. astenendosi dal loro utilizzo</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E non solo. </strong>Vengono anche richieste azioni agli Stati quali: <strong>porre fine agli accordi con Israele di esenzione dal visto di ingresso dei loro cittadini, </strong>i<strong>stituire controlli alle frontiere</strong> per tutti coloro che provengono da stati in cui vengono commessi crimini internazionali su larga scala applicando misure come il rifiuto dell&#8217;ingresso e, ove possibile, un&#8217;azione legale, <strong>Perseguire coloro che eludono i controlli</strong> e vengono trovati all’interno dei confini nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è una sintesi. Un invito a visitare il sito del BDS &#8220;<a href="https://bdsitalia.org/index.php/la-campagna-bds/ultime-notizie-bds/2960-no-room">NO ROOM FOR GENOCIDE&#8221;</a> e a far circolare l&#8217;informazione sulla Campagna nei modi che ciascuno ritiene più opportuno. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ulaia.org/2025/08/26/bds-chiama-allazione-le-aziende-del-settore-dellospitalita-e-del-turismo-no-room-for-genocide/">BDS chiama all’azione le aziende del settore dell’ospitalità e del turismo: NO ROOM for GENOCIDE </a> proviene da <a href="https://www.ulaia.org">Ulaia ArteSud ODV</a>.</p>
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		<title>Un regalo dalla Hind Rajab Foundation per la piccola Hind</title>
		<link>https://www.ulaia.org/2025/05/07/un-regalo-dalla-hind-rajab-foundation-per-la-piccola-hind/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ulaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 22:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[criminali di guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hind Rajab Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Israele/Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le investigazioni della Hind Rajab Foundation proseguono speditamente nella ricerca dei criminali di guerra responsabili del genocidio dei palestinesi. E’ noto che &#160;dopo aver compiuto il periodo di mattanza a Gaza i militari si&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le investigazioni della <strong>Hind Rajab Foundation</strong> proseguono speditamente nella <strong>ricerca dei criminali di guerra responsabili del genocidio dei palestinesi</strong>. E’ noto che &nbsp;dopo aver compiuto il periodo di mattanza a Gaza i militari si rechino in vacanza in altri Paesi del mondo. Ovunque essi vadano, oggi vengono raggiunti dalla denuncia per violazione del diritto umanitario, crimini di guerra, ecc. e dalla richiesta di arresto della Fondazione e sono costretti a darsi alla fuga per evitare l’arresto: <strong>braccati, come i gerarchi nazisti ricercati per l&#8217;olocausto dalla fondazione Simon Wiesenthal.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ toccato in maggio ad un ricercato eccellente, il <strong>Tenente Colonnello Beni Aharon</strong> Comandante della 401a Brigata Corazzata delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) <strong>responsabile dell’uccisione di Hind,</strong> la bimba di sei anni, della famiglia e dei soccorritori nelle circostanze ricordate qui. (<a href="https://www.ulaia.org/2025/01/09/the-hind-rajab-foundation-chiede-larresto-di-un-soldato-israeliano-in-vacanza-in-brasile/">link</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stessa sorte in aprile anche per<strong> Gabriel Ben Haim,</strong> <strong>un cecchino</strong> di doppia nazionalità francese e israeliana in vacanza in <strong>Colombia.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Al sito della <a href="https://www.hindrajabfoundation.org/perpetrators">Fondazione </a>potete guardare negli occhi questi&#8230;prodotti israeliani “confezionati” dai loro sistemi di educazione e forgiati nelle loro Università (1), mentre noi preferiamo accompagnare le periodiche informazioni sull’attività della Fondazione che è operativa ormai da oltre un anno, con l’immagine di Hind, la bimba che oggi avrebbe compiuto 7 anni.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">(1) consigliamo, al riguardo, l&#8217;ottimo libro-ricerca di Maya Wind &#8220;<a href="https://edizionialegre.it/autore/maya-wind/">Torri di avorio e di acciaio</a>&#8221; edito dalla edizioni Alegre</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>The Hind Rajab Foundation chiede l’arresto di un soldato israeliano in vacanza in Nepal</title>
		<link>https://www.ulaia.org/2025/03/29/the-hind-rajab-foundation-chiede-larresto-di-un-soldato-israeliano-in-vacanza-in-nepal/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ulaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 20:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[HRF]]></category>
		<category><![CDATA[IDF]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Hind Rajab Foundation (HRF) ha richiesto l&#8217;arresto immediato e l&#8217;estradizione del tenente Amit Nechmya, comandante di plotone del Battaglione Rotem (435) della Brigata Givati, attualmente in vacanza in Nepal. Nechmya è accusato di&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://www.hindrajabfoundation.org">Hind Rajab Foundation </a>(HRF) ha richiesto l&#8217;arresto immediato e l&#8217;estradizione del <strong>tenente Amit Nechmya</strong>, comandante di plotone del Battaglione Rotem (435) della Brigata Givati, attualmente <strong>in vacanza in Nepal.</strong> Nechmya è accusato di crimini di guerra, crimini contro l&#8217;umanità e genocidio commessi a Gaza, in violazione dello Statuto di Roma. Tra le accuse ci sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Uso di scudi umani, documentato da filmati.</li>



<li>Saccheggio e distruzione di proprietà civili.</li>



<li>Ordini di sfollamento forzato, supportati da testimonianze e registrazioni audio in cui ordina la demolizione di case abitate da civili.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La missione della HRF è assicurare alla giustizia i responsabili del genocidio di Gaza, seguendo l&#8217;esempio del Simon Wiesenthal Center nella caccia ai gerarchi nazisti responsabili dell&#8217;Olocausto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I crimini che stiamo osservando a Gaza sono senza precedenti nella storia dell&#8217;umanità e non possono rimanere impuniti. Come diceva Simon Wiesenthal, <strong>“si tratta di giustizia, non di vendetta”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per non dimenticare, ogni volta che pubblichiamo un aggiornamento della Fondazione, proponiamo la <strong>foto di Hind Rajab</strong>, una bambina palestinese di 5 anni. Mentre fuggiva dai bombardamenti con la sua famiglia, la loro auto fu colpita da un carro armato israeliano. Morirono tutti tranne lei. Il mondo ha udito in diretta le sue grida e il suo pianto, in un momento di terribile solitudine. Quando, dopo ore, l&#8217;ambulanza fu autorizzata a prelevarla, l&#8217;esercito aprì il fuoco su di lei e sui soccorritori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">OA/29 marzo 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ulaia.org/2025/03/29/the-hind-rajab-foundation-chiede-larresto-di-un-soldato-israeliano-in-vacanza-in-nepal/">The Hind Rajab Foundation chiede l’arresto di un soldato israeliano in vacanza in Nepal</a> proviene da <a href="https://www.ulaia.org">Ulaia ArteSud ODV</a>.</p>
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		<title>Il 2024 per la Palestina. L&#8217;elenco di cose positive stilato da Dayzi Gedeon</title>
		<link>https://www.ulaia.org/2025/01/09/il-2024-per-la-palestina-lelenco-di-cose-positive-stilato-da-dayzi-gedeon/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ulaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 22:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La regista, giornalista e imprenditrice, Daizy Gedeon, prova a capovolgere il sentire comune della Palestina sull’anno appena trascorso. &#8220;E se invece di concentrarci sugli orrori del 2024 rivolgessimo lo sguardo a tutti i successi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ulaia.org/2025/01/09/il-2024-per-la-palestina-lelenco-di-cose-positive-stilato-da-dayzi-gedeon/">Il 2024 per la Palestina. L&#8217;elenco di cose positive stilato da Dayzi Gedeon</a> proviene da <a href="https://www.ulaia.org">Ulaia ArteSud ODV</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La regista, giornalista e imprenditrice, <strong>Daizy Gedeon,</strong> prova a capovolgere il sentire comune della Palestina sull’anno appena trascorso. &#8220;<em>E se invece di concentrarci sugli orrori del 2024 rivolgessimo lo sguardo a tutti i successi conseguiti?” </em>&#8211; dice &#8211; Ed è esattamente quello che fa nel video <strong>&#8220;2024 was a success for Palestine&#8221;</strong> elencando quanto di positivo è accaduto durante l’anno con l’obiettivo di scacciare il senso di depressione che aleggia tra i difensori di diritti umani, attivisti e gente comune di fronte all&#8217;ingente numero di vittime e all&#8217;inarrestabilità del genocidio. Il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=E51dE17x7-8">video è disponibile</a> al link you tube della regista, mentre qui noi, con lo stesso intento, riportiamo le &#8220;<em><strong>buone ragioni per cui dovremmo restare fiduciosi</strong>&#8220;</em> .</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Daizy Gedeon, attraverso la sua società di produzione cinematografica Dream Creations International, ha prodotto, scritto e diretto due documentari: Lebanon… Imprisoned Splendour (1996) and ENOUGH! Ha inoltre prodotto Lebanon’s Darkest Hour (2021), vincitore del premio “The Movie That Matters” al Festival del cinema di Cannes del 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le buone ragioni:</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;26 gennaio 2024</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Corte Internazionale di Giustizia ha trovato plausibile che le azioni di Israele costituiscano genocidio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>8 febbraio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Nicaragua chiede l’adesione al caso aperto alla Corte di Giustizia  Internazionale contro Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>11 marzo</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;Il Belgio dichiara la sua intenzione di unirsi al caso presso la CGI</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>28 marzo</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 130 membri del parlamento britannico esigono la sospensione delle esportazioni di armi verso Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>28 Marzo</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla Palestina Francesca Albanese pubblica la relazione che accusa Israele di genocidio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>5 aprile</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;La Colombia chiede l’adesione al caso presso la CGI contro Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>5 aprile</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Turchia annuncia la restrizione alle esportazioni verso Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>17 aprile</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gli studenti dell’università di Columbia, New York, iniziano ad accamparsi in solidarietà per Gaza e innestano azioni analoghe</em> <em>negli Stati Uniti e nel resto del mondo</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>20 aprile</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Le isole Barbados riconoscono lo Stato di Palestina</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>24 aprile</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Giamaica riconosce lo Stato di Palestina</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>1 maggio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;La Colombia taglia i legami diplomatici con l’Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ancora in maggio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Turchia, ll Libia, l’Egitto, le Maldive, il Messico e la Repubblica d’Irlanda chiedono l’adesione al caso della CIG contro Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>3 maggio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;La Repubblica di Trinidad e Tobago riconosce lo Stato di Palestina</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>8 maggio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le Bahamas riconoscono lo Stato di Palestina</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>10 maggio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;L’assemblea generale delle Nazioni Unite approva la risoluzione <em>chiesta dalla Palestina per la piena adesione alle Nazioni Unite</em></em> <em>con 143 voti a favore e 9 contro, </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>12 maggio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L’Egitto dichiara che si unisce al caso della CIG contro Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>16 maggio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Canada impone sanzioni ai coloni israeliani</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>28 maggio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La Norvegia, la Repubblica d’Irlanda e la Spagna riconoscono lo Stato di Palestina</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>29 maggio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Il Brasile ritira il suo ambasciatore in Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>3 giugno</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le Maldive vietano agli israeliani di entrare nel loro Paese da giugno.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">3 giugno</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Cile, la Palestina e la Spagna chiedono l’adesione o dichiarano la loro intenzione di unirsi al caso CIG contro l’Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>4 giugno</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Slovenia riconosce lo Stato</em> <em>di Palestina</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>19 giugno</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Un comitato internazionale indipendente delle Nazioni Unite</em> <em>rilascia una relazione concludendo</em> <em>he le azioni d ‘Israele</em> <em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; costituiscono crimini di guerra</em> <em>e crimini contro l’umanità</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;21 giugno</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L’ Armenia riconosce lo Stato</em> di Palestina</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>23 luglio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La &nbsp;CIG</em> <em>stabilisce che l’occupazione israeliana di Palestina</em> <em>é illegale</em> <em>e costituisce apartheid</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>23 luglio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il Giappone impone sanzioni</em> <em>ai coloni israeliani</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>25 luglio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;L’Australia impone sanzioni</em> <em>ai coloni israeliani</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>29 agosto</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;L’università di San Francisco</em> d<em>isinveste dalle aziende che producono armi</em> collegate a Israele</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>11 settembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;   La Palestina prende il suo posto</em> <em>tra le altre nazioni</em> <em>all’assemblea generale delle Nazioni Unite</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;28 settembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;L’agenzia Moody declassa il rating di credito di Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;6 ottobre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il presidente francese Emmanuel Macron</em> <em>chiede di fermare la vendita di armi a Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;8 ottobre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;   Un gruppo belga di diritti umani segue il caso alla Corte Internazionale dei Crimini</em> <em>contro mille coloni israeliani</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;15 ottobre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La Spagna e l’Irlanda chiedono alla UE di sospendere</em> i<em>l loro accordo di libero commercio con Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;15 ottobre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Piu di quaranta membri del parlamento britannico</em> <em>chiedono al governo britannico di imporre sanzioni</em> <em>a Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;16 ottobre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Francia vieta a Israele</em> d<em>i partecipare alla esposizione del commercio navale</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;16 ottobre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">        <em>Il Regno Unito impone sanzioni</em> <em>ai coloni della Cisgiordania</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>30 ottobre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">        <em>La Spagna cancella un contratto sulla vendita di armi</em> <em>con un’azienda israeliana</em> <em>che vale miliardi</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;22 ottobre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un diplomatico australiano -israeliano</em> Mark Regev v<em>a a processo per sensibilizzazione al genocidio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;3 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 52 Paesi esortano le Nazioni Unite</em> <em>a imporre un embargo globale sulle armi contro Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;4 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">          <em>La Malesia propone una risoluzione</em> <em>per allontanare Israele dalle Nazioni Unite</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;13 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;  La Turchia taglia tutti i rapporti con Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>13 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">         <em>L’Australia modifica o annulla</em> <em>16 esportazioni nel settore della difesa verso Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>14 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">         H<em>uman Rights watch accusa Israele</em> <em>di crimini di guerra e pulizia etnica</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>14 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">         <em>L’Australia appoggia una risoluzione delle Nazioni Unite</em> <em>che riconosce la sovranità permanente</em> <em>dei palestinesi</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>18 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">          Gli Stati Uniti sanzionano <em>il gruppo di coloni israeliani Amana</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>23 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">         <em>Un tribunale italiano decide</em> <em>contro</em> <em>Gerusalemme capitale di Israele</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>26 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">         <em>La Palestina nomina il primo ambasciatore in Belgio</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>21 novembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">         <em>La Corte Penale Internazionale (CPI) emette un mandato d’arresto</em> p<em>er il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu</em> e<em> il ministro della difesa </em>Yoav Gallant</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>3 dicembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">         L’ Australia si separa dal blocco statunitense <em>e chiede la fine dell’occupazione Israeliana in Palestina</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>5 dicembre</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">         <em>Amnesty International</em> <em>pubblica una relazione scioccante</em> <em>accusando Israele di genocidio.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo per non parlare dell’attuale sostegno globale alla Palestina. <em>Le manifestazioni</em>, gl<em>i accampamenti</em>, l<em>e dimissioni di ufficiali americani</em> <em>e il cambiamento nell’opinione pubblica</em> <em>contro Israele.</em> <strong><em>Si, il genocidio continua</em> m<em>a Israele ha perso</em> m<em>olto di piu di quello che ha guadagnato</em> e adesso viene considerato uno Stato “paria”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"> <em><strong>I</strong></em><strong><em>l movimento a favore della Palestina</em> <em>é piu forte che mai</em></strong><em>.</em> Facciamo del 2025 u<em>n anno in cui costruiamo sui nostri successi per la Palestina</em> <em>e per l’umanità</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ulaia.org/2025/01/09/il-2024-per-la-palestina-lelenco-di-cose-positive-stilato-da-dayzi-gedeon/">Il 2024 per la Palestina. L&#8217;elenco di cose positive stilato da Dayzi Gedeon</a> proviene da <a href="https://www.ulaia.org">Ulaia ArteSud ODV</a>.</p>
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