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Dal 30 ottobre al 12 novembre 2011 abbiamo ospitato in Italia Abdullah Barakeh, coordinatore dell’area Nord Libano dell’ONG Beit Atfal Assumoud, organizzando con l'Associazione per la Pace e Un Ponte per.. , una agenda fitta di incontri.  
 

In più occasioni Barakeh ha posto l’accento su quanto la congiuntura economica europea,  la crisi del Giappone e  le guerre in atto nell’area mediorientale, finiscano per ripercuotersi sulla già critica situazione dei palestinesi in Libano. Progetti avviati con successo negli anni precedenti dalla Beit Atfal Assumoud grazie agli aiuti internazionali, rischiano ora di rimanere senza finanziamenti per la gestione corrente. Le ONG, sovvenzionate sempre di meno dalla cooperazione, non riescono ad assicurare la continuità necessaria al supporto dei centri per la salute mentale, delle cliniche odontoiatriche, kindergarten, consultori sociali, ecc. gestiti dalla Beit Atfal Assumoud a beneficio della fragile popolazione palestinese dei campi. E non è certo incapacità di Assumoud nel rendersi autonoma, ma evidente impossibilità: l’economia palestinese nei campi profughi libanesi, infatti, non potrà mai affrancarsi dagli aiuti internazionali fin quando il Libano non rivedrà la sua politica di esclusione sociale.

Questo ultimo tema è stato affrontato, in particolar modo, nell'incontro con la CGIL Campania, dipartimento internazionale, nel corso del quale ULAIA ha chiesto di intraprendere un percorso di mediazione e di impegno politico sul piano del diritto al lavoro, attraverso i corrispondenti sindacati libanesi. 

Il nostro ospite è intervenuto alla giornata mondiale per la Pace e lo Sviluppo dell’UNESCO, tenutasi alla Città della Scienza di Napoli, dove ULAIA è stata invitata a presentare, nell’ambito delle “10 buone pratiche di cooperazione allo sviluppo, educazione alla pace e dialogo interculturale”, l'ambizioso progetto musicale per i campi profughi del Libano.
Il saluto di Barake,  a pochi giorni dall’avvenuto riconoscimento della Palestina da parte dell’UNESCO, si è concluso con una standing ovation.  
 
A Roma ULAIA, con Luisa Morgantini e Monica Maurer ha “fatto gli onori di casa” ad Abdullah, alla Casetta Rossa di Roma, dove ha organizzato il reading di brani tratti dal libro di Francesca Borri “Qualcuno con cui parlare”, interviste ad israeliani e palestinesi. Il lavoro è stato realizzato con la regia di Tanny Giser, e gli amici  Alida Castagna, Carmelo Sudano e Marco Cinque. 

 

 

 

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