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Anita Piccolo

 ANITA PICCOLO

Calabrese, di Locri (RC), classe 1983. Un’infanzia felice ma allo stesso tempo turbolenta tra la campagna (dove da piccoli si andava la domenica con la famiglia) e il mare della mia terra, cui devo la mia solarità. Maturo, sin dai primi giorni di scuola, alle elementari, una passione smodata per la lettura e lo studio. La mia innata curiosità e voglia di conoscere l’Altro si materializzano iscrivendomi all’Istituto per il Turismo, unico istituto superiore nelle vicinanze che mi permettesse di studiare tre lingue straniere (inglese, francese, tedesco). Pur studiando, inizio a lavorare sin da adolescente ed a coltivare la mia passione per i viaggi. A soli 17 anni mi trasferisco in Germania, seppur per un breve periodo (l’intera estate). Terminate le superiori, inizio il percorso di studi universitario a Roma, una città con cui è stato amore a prima vista. M’iscrivo a Lingue e comunicazione internazionale ed inizio ad apprendere l’arabo, lingua che mi porterà a visitare diversi paesi mediterranei. Dopo un breve periodo in Tunisia, mi reco in Siria alla volta dell’università di Damasco. Con l’occasione visito anche Giordania e Libano. Tornata in Italia mi laureo e dopo un altro breve soggiorno‐studio in Tunisia (borsa di studio estiva finanziata dal ministero degli affari esteri), inizio ad inviare curricula e compilare application forms. Per caso partecipo ad un incontro sul volontariato europeo e mi candido per posizioni in progetti nei paesi arabi. M’interessava lavorare con i rifugiati, ma non essendoci al momento dei progetti disponibili mi si propone di andare in Georgia nel Caucaso. Decido di partire ugualmente. Inizialmente lavoro a Kutaisi, poi mi trasferisco nella capitale, Tbilisi, e faccio la spola tra due organizzazioni, una che si occupa di ragazzi di strada, l’altra di IDP (Internally Displaced People). Tornata dalla Georgia, è la volta del Libano. Inizio il servizio civile internazionale con un’ONG italiana. Sono impegnata nel settore sociale ed il sostegno a distanza. Anche questa esperienza superpositiva. Torno in Italia e riprendo a studiare (ormai manca poco alla fine se Dio vuole ‐In Sha Allah ‐come si direbbe in arabo) e lavorare.

L’incontro con ULAIA ArteSud avviene per caso nel luglio del 2010. Marta, la buona e cara Marta, collega universitaria declina la proposta di andare in Libano perché già oberata da altri impegni. Fa il mio nome e vengo così contattata da Olga. Cotta e mangiata: si parte! Accompagno Gaston nei campi profughi di Burj el Scemali per fargli da interprete. Gaston è un regista teatrale e mette in scena uno spettacolo con i ragazzi del campo che già suonavano insieme (le cornamuse) in una band.

Che altro dire? Mi ritengo una persona socievole e molto affidabile. Ho sempre un’attitudine positiva persino nelle situazioni più dure. Le difficoltà in questo senso mi spronano a dare il meglio e a trovare soluzioni alternative. Mi piace partecipare ad eventi culturali, adoro il teatro, la natura e la buona cucina, tutte cose che rientrano in quello che un giorno comincerò e/o riprenderò prima o poi a fare.

Dicono di me: che sono dinamica e tenace. Ma non sanno che il mio sogno è quello di stare su un isola deserta dalla spiaggia bianca e dalle acque cristalline a leggere un buon libro, in pace e serenità, lontano da ogni tipo di stress e frenesia.

Citazione preferita: “Quando mi capita di pensare a tutte queste preoccupazioni, mi ricordo della storia dell’uomo anziano che sul letto di morte raccontava che nella vita ha dovuto affrontare tanti problemi, molti dei quali non sono mai accaduti.” [Winston Churchill]

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    A chi vuole indicare anche questa volta il Codice fiscale  ULAIA ArteSud onlus C.F. 973 518 90 583 nel riquadro delle ONLUS, chiediamo un altro adempimento:  VERIFICATE che proprio quel codice sia stato trascritto dalla vostra Azienda, CAF o commercialista sul retro del prospetto di liquidazione, in calce, nella sezione "messaggi" . E fatelo prima di firmare!    Grazie

  • Otto per Mille Tavola Valdese

     

autori palestinesi. libri e film

 

a cura di

 
Centro di Documentazione-Laboratorio Educazione Interculturale del Comune di Bologna   
 
 Wasim DAHMASH, 
ricercatore di Lingua e Letteratura Araba della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Cagliari
 

Israele e Palestina: storia di un conflitto Bibliografia e filmografia, a cura del CD/LEI 

 
Opere letterarie di autori palestinesi tradotte in italiano, a cura di W. Dahmash

FILM